Trattamento della rottura della cuffia dei rotatori
Il trattamento incruento e cruento della patologia della cuffia dei rotatori della spalla rimane a tuttoggi controverso. Certamente con le giuste indicazioni è ora possibile risolvere e riparare la quasi totalità delle lesioni della cuffia con l’aiuto delle tecniche artroscopiche. I vantaggi nell’utilizzo di tale metodica sono da ricercare nella minor morbilità, miglior cosmesi, rispetto del deltoide, postoperatorio più confortevole per il paziente, possibilità di identificare patologie concomitanti a livello gleno-omerale. Indubbiamente tali tecniche sono difficili da apprendere, con una lunga “learning curve” e con uno strumentario costoso. Appannaggio totalmente artroscopico sono le lesioni parziali (bursali o articolari), difficili da identificare e trattare a “cielo aperto”. Le lesioni a tutto spessore sintomatiche, acute e croniche, in pazienti ad alta richiesta funzionale devono, a nostro parere, essere attentamente studiate con i mezzi radiologici (Rx, artro-TC, Rmn), prima di proporre una indicazione chirurgica, per valutare il tipo di lesione, il numero di tendini coinvolti, le dimensioni ed il grado di retrazione della lesione, la qualità ed il trofismo muscolare. Il coinvolgimento della porzione antero-superiore della cuffia (sottoscapolare, CLB), escludeva in passato una indicazione artroscopica. Attualmente i Centri che si occupano di chirurgia della spalla prevedono il trattamento artroscopico anche per questo tipo di lesione. Le tecniche che noi utilizziamo prevedono il posizionamento del paziente in posizione laterale con l’arto in abduzione di circa 25°-30° e leggermente anteposto secondo gli insegnamenti di Snyder. Ci avvaliamo di una anestesia mista (blocco di Winnie e generale) e valutiamo sempre in narcosi la mobilità articolare.
Rappresentazione schematica di sutura artroscopica della rottura della cuffia dei rotatori della spalla
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